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Una tradizione orale lunga 37.000 anni

mercoledì 14 ottobre 2020 by Toto FONTE: https://www.focus.it


Il popolo aborigeno dei Gunditjmara tramanda la leggenda della divinità creatrice che, arrivata sulle coste australiane, si trasformò in un vulcano. Il suo sangue fu lava e i suoi denti furono lapilli. Il vulcano della tradizione orale esiste davvero e uno studio ha appena fornito prove scientifiche dell'episodio della sua formazione: un'eruzione esplosiva datata a 37.000 anni fa. La leggenda aborigena sarebbe quindi la più antica e longeva storia sopravvissuta fino ai giorni nostri.
Testa in fiamme. Il vulcano della leggenda si chiama Budj Bim, in lingua aborigena "alta testa", ed è ancora oggi luogo sacro per i Gunditjmara. Assieme al vicino Tower Hill, fa parte di un unico complesso vulcanico. Erin L. Matchan, geologo dell'università di Melbourne e coordinatore dello studio, ha analizzato assieme ai suoi colleghi le rocce di questi due vulcani datandole a quasi 40 millenni fa. È davvero possibile che la tradizione orale di questi aborigeni sia durata per migliaia di generazioni?
Alcuni indizi (come un'ascia ritrovata sotto il materiale vulcanico del Tower Hill) fanno pensare che la zona fosse già abitata quando il vulcano esplose. Ma anche se alcuni aborigeni assistettero al cataclisma, quante sono le probabilità che la stessa popolazione abbia abitato la stessa regione per così tanto tempo? Tante, secondo uno studio del 2017 sul DNA degli aborigeni: i flussi migratori che hanno mischiato le etnie mondiali sembrano aver saltato l'Australia tribale, che ha popolazioni stabili da 50 mila anni.








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