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Carro da parata ritrovato a Pompei

giovedì 4 marzo 2021 by Toto FONTE: https://www.focus.it


Il carro era sorretto da quattro alte ruote in ferro che sostenevano un leggero cassone, con una seduta per una o due persone contornata da braccioli e schienale metallici. Le fiancate del carro sono decorate con pannelli lignei dipinti in rosso e nero e lamine bronzee intagliate; sul retro compaiono invece medaglioni in bronzo con figurine in stagno applicate - satiri, ninfe, amorini, impegnati in una serie di amplessi. Analisi di archeologia botanica hanno concluso che per il carro sono stati usati almeno due tipi di legname, l'elastico e leggero frassino per la struttura e le ruote, e faggio come supporto alle decorazioni.
Mentre procedevano negli scavi, gli archeologi hanno riempito ogni nuovo vuoto con gesso per i calchi, riuscendo così a ricostruire l'impronta di materiali organici sepolti dalla cenere e non più rinvenibili, come le funi, le tracce dei cuscini e persino di due spighe di grano. Dettaglio, quest'ultimo, che secondo Massimo Osanna potrebbe far riferimento al culto di Cerere, dea romana del raccolto onorata a Pompei insieme a Venere. Può essere che nella villa vivesse «una sacerdotessa di questi culti», o che un carro con le spighe e così tanti riferimenti all'eros fosse un augurio di fertilità per una coppia di neosposi: «Le spighe sul sedile potrebbero essere l'indizio di un matrimonio celebrato da poco o che era pronto per essere celebrato».
Il primo carro di questo tipo. I pilenta citati dagli antichi erano veicoli alla stregua delle nostre auto di rappresentanza, che servivano forse anche a condurre la sposa alla nuova dimora. Questi carri non erano mai stati ritrovati in Italia, e l'unico altro precedente è il pilentum rinvenuto ormai 15 anni fa in un tumulo funerario in Tracia (Grecia settentrionale): rispetto al carro pompeiano, però, quello della Tracia è meno riccamente decorato. Gli archeologi pensano ora a uno studio comparato.

A Pompei erano già stati ritrovati altri carri per il trasporto, come quello della Casa del Menandro (un'altra abitazione aristocratica, chiamata così per il ritratto del commediografo greco nel portico che cingeva il giardino), ma mai un carro cerimoniale come questo.





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